Il perché di una candidatura.
Di Francesco Aprovitolo
Sono un coetaneo di Mario ( 36 anni), vivo a Pozzuoli dove sono nato e insegno informatica presso un ITI di Napoli.
Quando nell’autunno del 2006 decisi di iscrivermi all’Associazione per il Partito Democratico – Regione Campania, lo feci più per curiosità nei confronti di questo nascente e nuovo progetto politico, che per esprimere un impegno diretto nel processo formativo. Difatti, non avrei mai ipotizzavo di arrivare a mettermi in discussione, in prima persona, al punto di presentare, alle primarie della fase costituente del PD, una lista in cui la mia candidatura figurasse come capolista. Miracolo della rete, di Generazion U, di Mario Adinolfi.
Al sentir parlare di questo nuovo movimento politico “Generazione U”, compresi che qualcosa di straordinario stava accadendo e che forse, per noi “giovani”, molte cose sarebbero migliorate. Potenza delle nuove tecnologie, viatico alla partecipazione attiva, alla democrazia diretta.
Come sentì dire da qualcuno tempo fa: “la società non regala niente ai giovani, tutt’ al più ci posssono essere delle concessioni a loro favore…”. E il Partito Democratico, nel percorso della sua formazione ci concederà degli spazi e noi dovremmo essere pronti ad occuparli, ma in maniera diretta e personale, non delegando.
L’opportunità di rinnovamento ci sarà, ma dobbiamo saperla cogliere. In che modo? Mediante una partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese, un coinvolgimento diretto nella cosa pubblica, mettersi in discussione anche esponendo la propria faccia. Il recupero del ruolo di cittadino partecipe e decisionista, che da tempo immemore i vecchi partiti hanno limitato, se non addirittura soffocato.
Basta nel delegare persone che nemmeno conosciamo la cui reputazione molto spesso risulta dubbia; basta nel farsi rappresentare da gente di basso taglio paragonabili a mezze cartucce. Abbiamo un meraviglioso futuro da realizzare nel nostro adorato Paese, costruiamolo insieme.
Il Partito Democratico che immaginiamo dovrà possedere un modello reticolare, orizzontale, senza vantaggi di posizione per i notabili, con un confronto continuo e aperto, capace di portare dentro il sistema politico rappresentativo in decomposizione, la ventata di novità rappresentata dalle forme della democrazia diretta, delle primarie e del referendum in primis.
E sulla stessa strada su cui mi sono avviato, ho portato con me altri 4 amici di avventura. Lo stesso spirito di rinnovamento ha spronato me, Anna, Pasquale, Rosa e Dario e tutti gli altri giovani componenti di Generazione U di Pozzuoli. Giovani si, ma la cui condizione anagrafica non deve essere vista, al solito, come un handicap o un gap in negativo da colmare, ma, bensì, come valore aggiunto al proprio essere in virtù del fatto che risultano persone comunque già affermate nel mondo delle competenze e delle professionalità.
E allora davvero “si può fare”, purché tu giovane studente o lavoratore, su cui gravano pesantissimi
i problemi tipici della nostra generazione (scuola, università, lavoro precario), possa darci un sostegno scegliendo di votare alle primarie del 14 ottobre, coloro che rappresentano quel segmento generazionale che viceversa nel nostro Parlamento non ha alcuna rappresentanza.
Francesco Aprovitolo
Primarie per la costituente nazionale
Lista “Generazione U” apparentata con Mario Adinolfi candidato alla segreteria nazionale.
Collegio di Pozzuoli